Ein Gedicht von einem Dialekt: So spricht man in Pomarico

Es entbehrt nicht einer gewissen Ironie der Geschichte, dass aufgrund der Covid-19-Pandemie 2020 der Dorfpatron, ausgerechnet der Heilige, der Pomarico im 16. Jahrhundert vor der Pest bewahrt hatte, nicht gefeiert werden durfte. Bis zur letzten Minute versuchte der hiesige Bürgermeister, doch noch eine Sonderbewilligung zu erhalten, damit die Statue des Erzengels San Michele am 8. Mai wenigstens auf einem motorisierten Fahrzeug durchs Dorf gefahren werden könnte, um die festliche Tradition, die seit 1753 besteht, nicht unterbrechen zu müssen.[1] Ohne Versammlungen, Fest und Prozessionen versteht sich.

Pomarico ist – wie der Süden allgemein – von der im Frühjahr losgetretenen Infektionswelle verschont geblieben; bis dato ist ein einziger Laborfall bestätigt. Ob dies das Verdienst des Heiligen ist, sei dahingestellt. Vermutlich liegt es eher an der Abgeschiedenheit der Dörfer (und dass man rechtzeitig abgeriegelt hat).

Und die Abgeschiedenheit bringt Weiteres mit sich, worüber wir bis anhin nur ansatzweise gesprochen haben: die Vielfalt der Dialekte in der Basilicata. Den Dialekt von Pomarico, auch er ist seinerseits von starkem Wandel betroffen, habe ich immer gerne gehört, nach und nach besser verstehen gelernt, aber das Sprechen ist dann eine andere Sache.

Linguisten, Dialektologen (prominent auch aus der Schweiz etwa mit den von Jaberg/Jud initiierten und in den Jahren 1928 bis 1940 veröffentlichten Bänden des Sprach- und Sachatlas Italiens und der Südschweiz) und andere haben die verschiedenen Dialekte im Süden kartographiert und beschrieben. Ich wollte es in meinen Notizen ja nicht allzu wissenschaftlich werden lassen und habe deshalb auf eine Beschreibung des Dialekts bisher verzichtet. Auch wenn diese Lücke natürlich etwas bedauerlich ist, nachdem wir schon von anderen Klängen und Tönen gehört, von verschiedenen Sinneseindrücken gesprochen haben. Die Seele dieses Landes drückt sich auf verschiedene Weise aus, so eben auch sprachlich.

Aber wie es der Zufall will, können wir dank des Ausfalls besagten Heiligenfestes nun doch noch zumindest eine aktuelle Hörprobe geniessen. Dieses Jahr ist halt alles anders, auch der Patron des Hauses bleibt zu Hause. Wobei, auch nicht ganz: Seit nun auch die Hauptkirche von Wasser und statischen Gefahren bedroht ist, geniesst San Michele vorläufig in der Kirche von San Antonio Gastrecht. Aber im Dorf hat man sich einiges einfallen lassen, um mindestens auf virtuellem Weg der Tradition Genüge zu tun. Sei es mit Ansprachen, Erinnerungen, der Übertragung von Messen sowie Chören und Konzerten aus zusammengeschalteten Webcams oder einem Video mit einem Gedicht über das Fest, von dem hier die Rede ist.

Peppino Mallano, in der Einleitung kurz auf die aktuelle Situation eingehend, schenkt der Welt in seinem Dialekt ein Gedicht über den Ablauf des Festes und seine Erinnerungen. Geniessen Sie den Klang über den Link und folgen Sie der unten angefügten Übersetzung auf Italienisch, die ich Tonio Martino (ein in Deutschland lebender Sohn des Dorfes) verdanke. Wie er folgte mein Vater und zahlreiche andere Pomaricani, die nicht zum Fest reisen konnten, den Übertragungen im Internet, das hier auf eine neue Weise ein stückweit Verbundenheit und Identität in diesen besonderen Zeiten schafft.


(Bild: Prozession, Höhepunkt des Patronatsfestes, an welchem die barocke Statue des Erzengels Michael durch Pomarico getragen wird. Mein Vater lässt es sich seit einigen Jahren nicht nehmen, wie viele Pomaricani aus aller Welt für diese Tage anzureisen und selber die Statue mitzutragen. Foto: 8. Mai 2017)


Der Link zum Gedicht von Peppino Mallano:

https://www.facebook.com/tonio.martino/videos/3222778051099904/UzpfSTMwMTQ1MzczNjk5MTYyMzo5NzA0OTI3MzY3NTQzODM/

Die italienische Übersetzung von Tonio Martino

Se è successo prima non si sa.

Ma da quanto mi ricordo è sicuro che la festa a San Michele dedicata, a Pomarico così non c’è mai stata.

Già dalla fine di marzo e l’inizio di aprile venivano le strade addobbate dalle luminarie.

E già un mese prima,

della festa grande si sentiva nell’aria che stava arrivando.

Con un foglio girava il comitato è una figura del Santo dava a chi un’offerta aveva dato. Ma tante volte si sentiva dire ma noi è per il Santo che lo vogliamo fare. È così giorno dopo giorno si andava avanti finché tutto il paese aveva qualcosa dato.

Il 29 aprile cominciava la novella e la chiesa di persone si riempiva.

Anche quest’anno ci sarà la novella per il nostro Santo ma solo i preti gli staranno accanto.

Quando alla festa qualche giorno mancava, giostre e illuminazioni si provava.

Via Roma fino alla chiesa era piena di bancarelle piene di giochi vestiti e noccioline, e i ragazzi tutti belli e incravattati, sparavano al tirassegno per vincere un regalo per la loro fidanzata.

In mezzo alla strada ci si salutava contenti tra amici e parenti.

E così si arrivava pian pianino al 7 maggio e alla Messa del mattino.

Dopo la processione,su nella piazza la statua c’era dove rimaneva fino alla sera.

La Statua si adagiava su di un baldacchino pieno di fiori è tenuto a vista dal vicino.

Si aspettava il concerto e la processione della Sera subito dopo l’offerta della cera.

Dove il sindaco e l’amministrazione facevano atto di devozione.

Ancora si dormiva la mattina dell 8, stanchi per la processione che c’era stata di notte.

Quando tutt ad’un tratto tre botti, bisogna alzarsi oggi è la festa del nostro Santo protettore.

intorno alla chiesa era tutto organizzato,dalle Bande agli angioletti tutti aspettavano che la messa finiva.

il vescovo sull’altare dava la benedizione e tutti fuori per la processione.

Tutti davanti la chiesa con occhi fissi sulla porta grande ad aspettare questo momento come ogni anno.

la pelle d’oca Puntuale come ogni anno quando incomincia a suonare la banda e parte un applauso grande e parte l’asta per portare il santo.

le squadre si stringono intorno al carro, con la folla che la statua con una mano prende e l’altra lascia.

al gradone su in piazza bisogna arrivare per sapere chi la statua deve portare.

un altro applauso per i vincitori si deve fare ma loro sono già in posizione e si danno da fare.

spostano la statua da sinistra a destra affinché il cittadino gli possa dare un bacio e fare la sua offerta. Per poter portare la statua son venuti anche da lontano e chi dietro scalzo cammina è perché ha ricevuto una grazia Divina.

Con la banda e le preghiere la processione avanza.

al passaggio del carro porte e portoni si spalancano per rispetto del Santo.

in una casa una vecchietta inginocchiata dice una preghiera al santo protettore dedicata. Passo passo si fa il giro del paese si arriva in chiesa e ognuno ritorna a casa.
È pronto da mangiare Bisogna darsi da fare perché dopo fino al cozzo di Sisto si deve arrivare.

E pertanto tutti vestiti come una volta per ricordare il miracolo del grano che fece il nostro Santo.

Si comincia a ridiscendere che è ormai notte si dice che il santo venisse dal lotto.

Tante persone,si cammina a stento e molte altre aspettano vicino al convento. E per proteggere ancor di più il santo una fune da dei ragazzi viene tirata intorno al carro.

A stento passa il carro tra una bancarella e l’altra ma prima di arrivare in chiesa un’altra volta il santo si ferma.

Tutti a guardare in su nel fosso dell’Annunziata, i fuochi sono cominciati la festa è assicurata.

Arrivati davanti la chiesa con cura e devozione si comincia a raccontare del miracolo e del patto dovuto. Il giorno dopo a tarda sera ci si diverte tutti ad ascoltare il cantante. Ecco cosa quest’anno abbiamo perso ma per cambiare le cose non c’è stato verso. Comunque anche senza banda, processione, luminarie e fuochi ringraziamo perché la novella le benedizioni e la messa anche se in televisione le abbiamo viste lo stesso.
Però sui balconi per far vedere un segno gli stendardi per San Michele come un pegno.

Il pegno una parola che ogni Pomaricano deve dare, affinché l’anno prossimo per il nostro Patrono la festa più bella di sempre si possa fare.


[1] Über das Fest siehe zum Beispiel im Kapitel «Mystische Begegnungen und Erfahrungen: Die Hochzeit der Bäume», Abschnitt «PS: Auch San Michele …»: https://terramatera.com/2018/04/23/mystische-begegnungen-und-erfahrungen-die-hochzeit-der-baeume/.

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